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Una bellezza d’oltreoceano: Claudia Ponce

La sua è una bellezza che mescola al meglio culture e razze: quella italiana e quella peruviana. Claudia Ponce a settembre è arrivata tra le venti finaliste di “Miss Italia nel mondo”, una manifestazione che le ha aperto molte porte nel campo della moda e dello spettacolo, ma per ora la ragazza preferisce dedicarsi allo studio e prendere tutto come un gioco.

Ana Claudia Ponce

Ana Claudia Ponce

Ventuno anni appena compiuti, Claudia è arrivata con la sua famiglia a Tor Lupara quando di anni ne aveva 15. Studia Scienze Politiche specializzazione Relazioni Internazionali e lavora al customer service di Gap, negozio di abbigliamento in via del Corso.
Innamorata profondamente del nostro Paese, qui si sente a casa e intende in futuro seguire la carriera diplomatica. Vista la passione per la letteratura, tra i sogni nel cassetto c’è quello di scrivere un romanzo.
Quando sei arrivata in Italia?
Sei anni fa, insieme alla mia famiglia. Mio padre è di origini spagnole, mia madre italiane di Genova. 
Perché siete venuti in Italia?
Mio padre è un ingegnere agronomo e all’epoca era fallita la ditta per cui lavorava. In Perù avevamo un tenore di vita piuttosto alto, ma ci siamo trovati quasi poveri all’improvviso. Abitavamo in un paese che si chiama Ica a 5 ore a sud dalla capitale Lima e di prospettive non ce ne erano molte lì, poi sono paesi dove non esiste la classe media: ci sono soprattutto ricchi e poveri. Così i miei hanno deciso di venire in Italia, visto che avevano contatti e parenti qui.
Com’è stato per te, trovarti catapultata dall’altra parte del mondo?
All’inizio un po’ traumatico, ma adesso sono innamorata dell’Italia. Non ero abituata al caos, al traffico, perché il Paese da cui venivo era molto piccolo. Prima di venire qui non ero nemmeno mai salita su un autobus.
Cosa ti manca del tuo Paese? Ci torneresti a vivere?
Mi manca un po’ quella serenità, ma adesso non ci tornerei più. Per me sarebbe come tornare indietro, invece adesso ho delle idee precise per il mio futuro.
Come nasce l’idea di partecipare a Miss Italia nel mondo?
Quasi per caso. Io prima avevo partecipato solo a una tappa di Miss Muretto e l’avevo vinta. Poi ho provato a iscrivermi a Miss Italia nel mondo e sono stata richiamata. Da duecento ho superato una selezione e siamo diventate 70, poi siamo rimaste in 20. Alla fine solo in 6 sono arrivate alla finalissima e quindi al concorso di Miss Italia e io non ci sono rientrata. Comunque sono felicissima, perché da allora ho ricevuto molte proposte di lavoro.
Cosa pensi della ragazza che ha vinto Miss Italia Giusy Buscemi?
Mi piace molto, ha un viso dolcissimo, sembrava una bambola. Mi ha colpito subito quando l’ho vista nel backstage, pensavo che poteva vincere e così è stato.
Cosa sogni da fare da grande?
Il sogno è quello di fare l’ambasciatore, anche se so che è molto difficile. Comunque mi piacerebbe una carriera nelle istituzioni internazionali come la Fao o l’Unicef.
E il mondo dello spettacolo?
Non lo so. Per il momento lo vedo come un hobby perché per me vorrebbe dire impegnarmi tutto il giorno solo in questo. Per fare i concorsi bisogna avere un fisico perfetto e andare tutti i giorni in palestra, seguire una dieta e partecipare a parecchi casting.
Comunque cosa ti piacerebbe fare nel mondo dello spettacolo?
Intanto so che non potrò fare la modella, perché sono alta “solo” un metro e 70, quindi troppo poco. Mi piacerebbe fare cinema, ma finora ho recitato solo al teatro a scuola quando ero piccola. Al momento credo di essere adatta soprattutto per fare la fotomodella, viste le mie caratteristiche.
Quali sono? Quali consideri i tuoi pregi e i tuoi difetti?
Io sono contenta di me stessa, credo di avere una forte autostima. Ho conosciuto ragazze bellissime che pensavano di avere mille problemi ed erano complessate. Io credo di avere un bel sorriso e uno sguardo “meridionale”. Difetti? Magari non sono molto alta, ma non mi pesa.
Essere un miscuglio di razze, aver vissuto in due parti del mondo così diverse, credi sia un pregio o un difetto?
A livello fisico credo sia un vantaggio perché spesso emergono le bellezze migliori dagli incroci di razze. A livello di esperienze e di vita vissuta anche. Quando sono stata catapultata in Italia, è come se avessi avuto un trauma e ho dovuto reagire. Rispetto ai miei coetanei mi sembra di fare più cose e avere più interessi. Io studio, lavoro e ho molti interessi. Mi piace girare molto a Roma e in Italia che è la culla della cultura, mentre molti che sono nati qui danno tutto per scontato.

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