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Nomentana Hospital in lutto, morto l’erede Cristiano Berloco

Lutto in casa Nomentana Hospital. E’ morto per un malore improvviso Cristiano Berloco, uno dei tre eredi del fondatore Nicola e proprietario di un terzo dell’azienda. cristiano berlocoLunedì 4 marzo alle ore 11 nella cappella della clinica si è tenuto il funerale per l’ultimo saluto all’imprenditore che se ne è andato a 49 anni. Lascia la moglie e tre figli piccoli.
La morte improvvisa di Cristiano Berloco arriva proprio nel mezzo di una battaglia giudiziaria tra gli eredi che negli ultimi anni non hanno avuto un’unità di intenti sulla prosecuzione dell’attività all’interno del Nomentana Hospital. In particolare Cristiano Berloco aveva avanzato a più riprese la volontà di voler rilevare per intero la società che gestisce la struttura sanitaria, mettendo sul piatto la cifra di 50 milioni di euro. Le proposte avanzate negli anni, però, non sono mai state definite e prese seriamente in considerazione, perché negli ultimi anni la sua posizione era minoritaria all’interno del consiglio di amministrazione dell’azienda. Negli ultimi anni non si contano dunque le denunce penali e amministrative presentate dalle due parti per provare a ottenere giustizia.
Il Nomentana Hospital è la più grande e importante azienda del territorio, attiva da 58 anni. Circa 450 dipendenti e 500 posti letto, numeri che l’hanno fatta diventare la seconda realtà nella sanità privata di tutta la regione e una delle più grandi a livello nazionale.
La casa di cura privata accreditata sorge al 17° chilometro della via Nomentana, a Tor Lupara. Reparti di Riabilitazione, Lungodegenza medica, Reparto per la emodialisi, Residenze Sanitarie Assistenziali e un poliambulatorio specialistico sono le principali caratteristiche della Casa di Cura che integra la cura e la degenza dei pazienti con molteplici attività anche di rieducazione sociale e psicologica.
Una struttura di 17.000 metri quadrati coperti con parco alberato, un parco per la riabilitazione, un’aula magna per convegni e seminari, una piscina terapeutica, due palestre per la riabilitazione neuromotoria ed una per la riabilitazione cardiorespiratoria, una sala polifunzionale dove si proiettano film, si fa attività teatrale e ci si incontra dopo la fisioterapia, un organico affiatato composto da medici, fisioterapisti, e infermieri. In principio fu “Villa Nomentana”, poi un ospedale geriatrico, dal 94 la Casa di cura è in via d’evoluzione verso l’accreditamento definitivo da parte della Regione Lazio.

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1 commento

  1. farid mansour ha detto:

    Ho saputo per caso della scomparsa di cristiano e sono rimasto molto male.l’ho conosciuto nel 1985 per 4 anni fino al 1989 e l’ho vedevo molto spesso. Era molto generoso e mi fece anche dei regali.mi ricordo un giorno venne a cena a casa mia. Una volta mi porto’ con lui in macchina per farmi vedere l’ospedale in via nomentana.mi ricordo anche della ferrari e la rolls royce.sono dei bei ricordi che non dimentichero’ mai.

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