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Addio Elisa, la prima tintora di Tor Lupara

Quando aveva quindici anni ha aperto la prima tintoria di Tor Lupara e l’ha gestita per sessant’anni, elisa guerrieri per la primafino a poco prima di morire. Elisa Guerrieri si è spenta a 74 anni lo scorso giovedì 11 aprile. Lunedì ai funerali presso la parrocchia Gesù Maestro, c’era tutta vecchia Tor Lupara, i clienti, gli amici e i parenti di una delle famiglie storiche della frazione.
Era nata a Castelli in provincia di Teramo il 18 settembre 1938 ed era arrivata a Tor Lupara con la sua famiglia dall’Abruzzo subito dopo la Guerra. Essendo la più grande, in pratica ha dovuto crescere tutta la famiglia, dopo la morte della madre appena trentenne. Elisa ha sempre lavorato nella vita. Quando era ancora bambina andava ad aiutare la famiglia nei lavori dei campi sul terreno di via Salvatoretto. Raccoglievano frutta e verdura da vendere al mercato di piazza Vittorio a Roma, insieme alle scarpe che vendeva il padre a Tor Lupara.
A 15 anni ha fatto l’apprendista in una tintoria di Montesacro alto. In appena un paio di mesi aveva già impato il mestiere, in particolare a stirare, e così aveva lasciato per aprire un’attività tutta sua sotto casa lungo la via Nomentana. E’ la prima della città e il lavoro non manca.
Qui conosce e si innamora del vicino di casa Isidoro Mario Rossi. Sguardi e bigliettini lasciati alla tabaccheria di Nerina Guidarelli, poi nel 1958 i due si sposano.
Le loro sono due famiglie storiche e conosciutissime. Mario Rossi è conosciuto come “Fischittu” come il padre. Il papà di Elisa invece è un pastore evangelico e la sua casa è stata praticamente la prima chiesa della comunità, poi diventata negli anni molto numerosa.
Il marito di Elisa, Mario Rossi, lavorava all’Acotral ed è stato l’autista del noto attore Amedeo Nazzari. E’ stato assessore e consigliere comunale a Mentana ed era conosciuto anche per la sua abilità musicale. Aveva studiato guardando le mucche, poi è arrivato a diplomarsi al Conservatorio di Santa Cecilia. Era prima tromba e solista, ma sapeva suonare tutti e sette gli strumenti principali.
Una passione, quella per la musica, trasmessa alla figlia Sabrina, storica majorettes e oggi insegnante di twirling.
L’altro figlio è invece Roberto.
Elisa perderà il marito quando aveva quarant’anni e anche per questo motivo ha dovuto continuare ad andare avanti tra casa e lavoro senza fermarsi mai un momento.
Già dal 1971 aveva trasferito casa e negozio in via Nomentana 598 dove la tintoria è tutt’ora aperta. Un palazzo che fu il primo a Tor Lupara ad avere l’ascensore. Il fatto che “casa e bottega” erano attaccate, faceva sì che in pratica non staccasse mai dal lavoro, nemmeno la sera e la domenica, perché chiunque sapeva dove cercarla e dove poter suonare per farla scendere. Ma questa è anche la forza di un’attività partita dal nulla e diventata un punto di riferimento per tutta la frazione. A riconoscerle questo merito addirittura il presidente della Repubblica Sandro Pertini che nel 1983 l’aveva invitata a ritirare un’onorificenza come riconoscimento di trent’anni di lavoro senza mai una multa o un problema. Non c’era andata perché si vergognava. «Non saprei cosa dire» confessò ai figli. Ma la fiducia arrivava soprattutto dai clienti che non l’hanno mai lasciata fino all’ultimo, nonostante la tecnologia e i prezzi sempre più bassi delle grandi catene. Elisa continuava con esperienza a fare il suo lavoro manualmente, con i vecchi trucchi per smacchiare e mantenere la stiratura.
Elisa aveva un cuore grande ed era sempre pronta ad aiutare tutti, specialmente i più deboli. Aveva una passione per gli animali. Fuori dalla porta della tintoria lasciava una scodella con l’acqua per farli abberverare quando passavano e spesso i cani facevano fermare i padroni per ricambiare la cortesia affacciandosi de fuori e salutandola con le zampe.
Sono tante le cose che le erano capitate e gli aneddoti che poteva raccontare in sessant’anni di attività. Una volta aveva preso in tintoria un vestito di un costruttore che aveva in tasca 12 milioni di lire in contanti. Sempre con la massima onestà lo chiamò e riconsegnò tutti i soldi.
Dalla scorsa estate Elisa aveva iniziato a soffrire a causa di un’insufficienza renale ed era andata in dialisi. Lo scorso febbraio aveva rischiato la vita in una clinica dove era andata a fare un accesso per la dialisi, dopo due tentativi di fistole falliti. Era andata in arresto cardiaco ed è stata trasportata da un’ambulanza del 118 al Policlinico Tor Vergata. Qui era stata salvata dall’equipe del professore israeliano Jacob Zeitani che l’aveva operata insieme alla dottoressa De Propis. Un reparto d’eccellenza quello di cardiochirurgia diretto dal professor Pellegrino e dal professor Chiariello. Nonostante l’operazione perfettamente riuscita, le complicazioni erano proseguite. In questi mesi è stato il suo nipote prediletto Ivan a darle una mano in tintoria. Da quando è morta il negozio è un viavai di amici e clienti che vogliono dimostrare la vicinanza alla famiglia Rossi.

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