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Dai lavori dell’Acea spunta la strada romana

Scoperto nei giorni scorsi un diverticolo romano a via Salvatoretto presso le “Spallette di Santa Margherita”. strada romanaLa scoperta è stata fatta durante i lavori di realizzazione dell’impianto di depurazione da parte dell’Acea. La Soprintendenza ha già salvaguardato la strada romana, ben visibile da via Salvatoretto nonostante la recinzione. Gli studiosi sono già all’opera per capire l’importanza di questa scoperta e l’utilità della strada. Anticamente la viabilità da e verso Roma del territorio oggi appartenente a Fonte Nuova, si snodava su quattro assi principali: Tevere, Salaria, Nomentana, Palombarese-Ficulense e su innumerevoli assi secondari, come quello Nomentum-Tibur, e in particolare, su numerosi diverticoli, quest’ultimi spesso molto difficilmente distinguibili dalle strade principali. I lavori dell’Acea hanno permesso il rinvenimento di uno di questi diverticoli caratteristici dell’antica viabilità romana, spesso al servizio delle innumerevoli ville presenti nel territorio. Il diverticolo rinvenuto, si trova a circa 400 metri dalla curva con cui la moderna via Conca scende dopo il Fontanile di Santa Margherita. Largo meno di due metri, è stato riportato in luce, in buono stato di conservazione, per una cinquantina di metri. Il lastricato è in basoli e crepidini (marciapiedi) in basalto (selce), ma mostra ampi restauri antichi in pietra calcarea. La stradina sembra dipartirsi con una leggera curva dal moderno tracciato di via della Conca per dirigersi poi, perpendicolarmente a quest’ultima, verso il fosso e le Spallette di Santa Margherita, interrompendosi bruscamente, perché sezionata e distrutta a circa metà strada. Che si tratti di un diverticolo scarsamente trafficato è dimostrato dalla mancanza nel tracciato dei caratteristici solchi lasciati dal passaggio dei carri; inoltre il tracciato doveva necessariamente interrompersi sulla riva del fosso, poiché in questo tratto il corso d’acqua è costeggiato per un ampio tratto dai costoni tufacei noti come “Spallette di Santa Margherita”, che non erano assolutamente superabili da un tracciato stradale. Resta dunque difficile comprendere quale fosse la funzione di questo diverticolo. Si può ipotizzare che fosse stato aperto per permettere ai carri – che percorrevano l’antico tracciato stradale già attivo nell’età del bronzo il quale attraversando il fondo valle si dirigeva verso il centro protostorico di Quarto della Conca per poi ricollegarsi alla via Nomentana al chilometro 20 – di raggiungere il corso d’acqua per rifornirsi di acqua, in un punto in cui in antico forse era presente una sorgente, che potrebbe identificarsi con quella che oggi viene captata dal fontanile a monte.

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