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Corna e coltelli, all’appuntamento per mettere fine alla storia si presenta armata

Storia di amanti e di coltelli a Monterotondo. Sarà il caldo che dà alla testa ma questo agosto sembra caratterizzato da un susseguirsi di fatti di cronaca ad alto contenuto di violenza. Come quello scoppiato ieri nella zona industriale di Monterotondo tra due amanti – o meglio ex amanti, lei 50enne monterotondese spostata con figli, lui 52enne suo concittadino scapolo – che avevano deciso di darsi appuntamento per mettere fine una volta per tutte alla storia che lei aveva deciso di troncare, col parere decisamente contrario di lui, tanto da minacciare di spifferare tutto al marito. Così ieri, sabato 10 agosto poco dopo le 11 e 30, davanti agli occhi impietriti di molti passanti, si è consumato il fattaccio. Secondo quanto ricostruito dai carabinieri di Monterotondo che indagano sulla vicenda la 50enne, stanca del tampinamento continuo messo in atto dall’ex amante che non accettava la fine della storia e che minacciava di rivelare tutto al marito per rovinarle la vita, ha voluto “chiudere” la faccenda a coltellate. L’appuntamento, infatti, si è trasformato in un tentato omicidio. La 50enne, secondo i carabinieri, avrebbe puntato al ventre armata di un coltello da cucina, ferendolo fortunatamente solo al braccio. Il monterotondese è stato trasportato al Sant’Andrea dove e’ stato giudicato guaribile in 15 giorni. La donna – invece – è finita in manette con un’accusa pesante: il tentato omicidio del suo amante. Il gip di Tivoli ha deciso di evitare alla donna l’esperienza del carcere, concedendole i domiciliari. Che dovrà scontare in un domicilio di Roma, perché non potrà passarli a casa con marito e figli per motivi facilmente intuibili.

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1 commento

  1. Angelo Nardi ha detto:

    Storia molto interessante se dovesse essere confermata. La vessata diventa aspirante omicida. Del resto anche coerente, quale modo migliore di darci un taglio se non attraverso la configurazione fisica della lama che simboleggia il troncamento? D’altra parte non si capisce bene come confidava di chiamarsi fuori se l’ostentazione del coltello avrebbe avuto comunque una manifestazione pubblica. Chiaramente agiva in “stato di confusione” suo suo essere nel mondo, non sulla sua determinazione.

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